Turismo tutto l’anno: come Peccioli ha sconfitto la tirannia della stagionalità

Peccioli's Square

Ciao, sono Dario Riccio, e questo è “The uneXt Blog”.

Parliamo di una condanna che affligge la maggior parte dei nostri meravigliosi borghi e città. È una tirannia silenziosa che si ripete ogni anno: la tirannia della stagionalità turistica. L’economia di innumerevoli territori dipende da pochi, frenetici mesi di turismo estivo, lasciando piazze, ristoranti e attività commerciali vuoti per il resto dell’anno. È una corsa contro il tempo per concentrare l’intero fatturato annuale in poche settimane, seguita da un lungo letargo autunnale e invernale che mette a dura prova la sostenibilità delle imprese e la vitalità stessa della comunità.

Cosa succede quando la pioggia rovina il weekend di punta di agosto, vanificando gli investimenti nell’evento di punta? Cosa succede da ottobre a maggio, quando un borgo vivace si trasforma in una “città fantasma” e i giovani sono costretti a cercare lavoro altrove? Questa dipendenza da un unico, breve periodo di punta non è solo un problema economico; è un problema sociale. Crea precarietà, impedisce la pianificazione a lungo termine e rende impossibile costruire un’offerta turistica e culturale veramente sostenibile.

Molti amministratori locali si sentono impotenti di fronte a questa realtà, come se fosse una legge immutabile della natura. Sperano nel bel tempo, investono tutto nel “grande evento estivo” e incrociano le dita. Ma se ti dicessi che questa tirannia può essere sconfitta? Se ti dicessi che esiste un comune che ha trasformato questa debolezza in un’incredibile forza, diventando una destinazione desiderabile 365 giorni all’anno?

Oggi, ti racconto la storia di Peccioli, un borgo toscano che non si è limitato a gestire la stagionalità, ma l’ha annientata. La sua storia è un manuale pratico per ogni sindaco e consigliere che sogna di vedere la propria comunità prosperare non solo in estate, ma anche in autunno, inverno e primavera. È una storia che mostra come una visione a lungo termine e investimenti strategici possano trasformare un problema apparentemente insormontabile in un’opportunità di sviluppo senza precedenti.

Il caso di studio (l’ispirazione)

Nel 2024, un piccolo comune in provincia di Pisa ha superato tutti i concorrenti aggiudicandosi il prestigioso premio “Borgo dei Borghi”. Quel comune è Peccioli. Questo riconoscimento non è stato un colpo di fortuna, ma il culmine di un percorso visionario iniziato decenni prima, orchestrato da un sindaco che incarna un principio fondamentale spesso dimenticato: la continuità amministrativa.

Il protagonista di questa storia è Renzo Macelloni, al suo settimo mandato come sindaco di Peccioli. Con una leadership quasi ininterrotta dal 1988, Macelloni ha avuto il tempo e la determinazione per implementare una strategia a lungo termine, ora conosciuta in tutta Italia come il “Sistema Peccioli”. Questo è un modello integrato che unisce il Comune con Belvedere S.p.A., una società pubblico-privata istituita nel 1997 per gestire l’impianto di trattamento dei rifiuti della frazione Legoli. E qui sta il primo colpo di genio: trasformare la gestione di un problema (i rifiuti) in una straordinaria fonte di ricchezza per la comunità. Nel corso degli anni, Belvedere S.p.A. ha generato un impatto economico diretto di 174,7 milioni di euro, una somma colossale che è stata interamente reinvestita in progetti culturali, infrastrutture e servizi per la comunità.

Al centro di questa strategia di sviluppo permanente c’è un gioiello culturale: il “11Lune” festival, che nel 2025 celebra la sua 21ª edizione. Ogni luglio, l’Anfiteatro Fonte Mazzola diventa un palcoscenico di fama nazionale e internazionale. In vent’anni, il festival ha ospitato 237 spettacoli, attirando quasi 270.000 spettatori con artisti del calibro di Renzo Arbore, Gianna Nannini e Francesco De Gregori. L’edizione 2025, con nomi come Stefano Massini, Edoardo Leo, Umberto Tozzi e The Waterboys, conferma la sua traiettoria di eccellenza.

Ma il vero segreto per sconfiggere la stagionalità non risiede solo in un prestigioso evento estivo. Risiede nell’aver creato infrastrutture resilienti capaci di ospitare eventi tutto l’anno, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche. L’Anfiteatro Fonte Mazzola, costruito in tufo senza cemento e ispirato agli antichi teatri greci, è un ottimo esempio di architettura sostenibile. Ma è il Triangolo Verde a rappresentare la vera rivoluzione: un’area che ha trasformato la discarica di Legoli in un centro culturale polifunzionale, ospitando concerti, sfilate di moda ed eventi per il Maggio Fiorentino. Questa struttura, dotata di spazi coperti e tecnologia avanzata, permette a Peccioli di mantenere un calendario culturale attivo 365 giorni all’anno, neutralizzando completamente il rischio di maltempo.

Il modello Peccioli ci insegna che, mentre un evento estivo può attrarre turisti, sono le infrastrutture permanenti a farli tornare. È l’ecosistema culturale che li fa restare. Non hanno solo creato un festival; hanno costruito una casa per quel festival e per centinaia di altre iniziative.

Dal caso di studio al principio strategico (la lezione)

La storia di Peccioli è una dimostrazione pratica di due potenti principi strategici che ogni amministratore locale dovrebbe scrivere a caratteri cubitali sulla porta del proprio ufficio.

Il primo, come abbiamo visto, è che la continuità amministrativa e una visione a lungo termine sono i prerequisiti essenziali per qualsiasi sviluppo territoriale significativo. Le trasformazioni profonde non si realizzano in un singolo quinquennio elettorale. Richiedono decenni di pianificazione coerente, investimenti progressivi e fiducia della comunità. Il “Sistema Peccioli” non sarebbe mai esistito senza la stabilità politica che ha permesso a Renzo Macelloni di perseguire la sua visione decennio dopo decennio.

Il secondo principio, ancora più rivoluzionario, è che la cultura, quando concepita come modello permanente e non come evento sporadico, diventa il motore primario dello sviluppo locale. Peccioli ha smesso di pensare alla cultura come una serie di eventi scollegati e ha iniziato a costruirla come un’infrastruttura permanente e diffusa.

Cosa significa questo in pratica? Significa che l’investimento non è andato solo nel programma del festival “11Lune”. È andato nella creazione di un ecosistema completo gestito dalla Fondazione Peccioliper, che include un Polo Museale con tre diverse sedi, un Museo a Cielo Aperto di Arte Contemporanea (MACCA), biblioteche, archivi e iniziative educative che si svolgono tutto l’anno.

Questo approccio trasforma radicalmente la natura dell’offerta turistica. Un turista non visita più Peccioli solo per lo spettacolo di luglio. Visita Peccioli in qualsiasi periodo dell’anno per vedere le famose “Presenze”, le iconiche sculture alte fino a 9 metri del gruppo Naturaliter, che sono diventate un simbolo del borgo. Due di esse si trovano persino presso l’impianto di trattamento dei rifiuti, trasformando un sito di utilità in un’attrazione artistica. Visitano Peccioli per ammirare opere di artisti internazionali come David Tremlett o Sergio Staino, che hanno trasformato il tessuto urbano in un museo diffuso.

Questo è il punto cruciale: Peccioli è passata da una logica “event-driven” a una logica “destination-driven”. Il festival estivo è diventato il fiore all’occhiello di un’offerta culturale perenne, non l’unica ragione per visitare. Quando la cultura diventa un’infrastruttura stabile, il flusso turistico si destagionalizza naturalmente, perché le ragioni per visitare il borgo non scompaiono quando il palco estivo viene smontato. Rimangono, incorporate nelle piazze, negli edifici e persino in cima a una collina di rifiuti trasformata in anfiteatro.

La tecnologia come abilitatore (la soluzione indiretta)

Il principio di creare infrastrutture culturali permanenti è potente, ma la sua realizzazione, come nel caso di Peccioli, ha richiesto decenni e investimenti colossali. “È fantastico”, potresti pensare, “ma non ho 20 anni o una multiutility che genera milioni da reinvestire. Come posso applicare questa lezione oggi con le mie risorse limitate?”

È qui che la tecnologia diventa l’acceleratore strategico, il grande democratizzatore che permette anche a un piccolo comune di raggiungere risultati simili in tempi molto più brevi. Per ottenere la destagionalizzazione, hai bisogno di infrastrutture resilienti. Ma oggi, queste infrastrutture non devono essere permanenti o costruite in cemento.

Il problema della stagionalità è, in ultima analisi, un problema di vulnerabilità. Vulnerabilità al meteo: un acquazzone può annullare mesi di lavoro e decine di migliaia di euro investiti in un evento all’aperto. Vulnerabilità degli spazi: i comuni hanno spesso bellissime piazze storiche, perfette in estate, ma mancano di luoghi al coperto che siano abbastanza grandi, flessibili e stimolanti da ospitare eventi di qualità in autunno o in inverno.

La soluzione risiede in una nuova categoria di architettura: strutture temporanee, modulari e tecnologicamente avanzate che consentono la creazione di spazi esperienziali unici, 365 giorni all’anno, indipendentemente dalle condizioni esterne. Sto parlando, ad esempio, delle cupole geodetiche immersive.

Pensa a una cupola come la nostra THOLUS DOME. Non è solo una tenda. È un vero e proprio pezzo di architettura a prova di futuro, che combina un design iconico con prestazioni tecniche straordinarie. È una struttura “a prova di disastro”, progettata per resistere a venti di uragano e forti carichi di neve, che può essere installata in tempi record (ci vogliono solo 135 minuti per assemblare una cupola di 9 metri) in qualsiasi luogo: una piazza, un parco, persino un’area industriale dismessa.

All’interno di una cupola, la magia diventa possibile. Grazie alla tecnologia di proiezione a 360 gradi, puoi trasformarla in un planetario, un cinema immersivo, una galleria d’arte digitale o un teatro sperimentale. Puoi creare un’attrazione spettacolare che funziona a Natale con la neve, a Pasqua con la pioggia e ad agosto sotto il sole cocente. Puoi offrire alla tua comunità un cinema quando quello locale ha chiuso anni fa. Puoi ospitare conferenze, workshop ed eventi aziendali. In sostanza, con un investimento flessibile, crei un centro culturale polifunzionale che prima non esisteva, proprio come ha fatto Peccioli con il suo Triangolo Verde, ma in una frazione del tempo e con una frazione del budget.

Questo approccio ti permette di replicare la strategia di Peccioli su una scala diversa. Non stai solo creando un evento; stai dotando il tuo comune di una nuova, resiliente infrastruttura culturale, un’attrazione che può generare flussi di visitatori durante tutto l’anno. Stai creando il “luogo” dove la cultura può splendere, sempre.

Questa non è solo una teoria; è supportata dai dati. I nostri studi comparativi, presentati anche nel libro “Eventi Immersivi”, mostrano che il ROI di un’esperienza immersiva ben progettata ospitata in una struttura dedicata supera sistematicamente il 95%, rispetto al 23% di un evento tradizionale e una tantum. Perché? Perché l’investimento non si esaurisce con l’evento stesso; crea un bene duraturo che continua a generare valore.

La tecnologia, quindi, non è l’obiettivo finale. È il mezzo che ti permette di applicare il principio strategico di Peccioli – creare cultura permanente – in modo più rapido, flessibile e sostenibile, trasformando qualsiasi spazio pubblico in un potenziale magnete per il turismo tutto l’anno.

Consigli pratici per gli amministratori locali (l’azione)

La lezione di Peccioli è chiara, ma come puoi trasformarla in azioni concrete per la tua comunità, a partire da domani mattina? Ecco tre consigli pratici da portare alla tua prossima riunione di giunta per iniziare a sconfiggere la tirannia della stagionalità.

  1. Pensa in termini di infrastrutture, non di stagioni: rivedi radicalmente il tuo approccio al bilancio della cultura. Invece di disperdere le risorse in dieci piccoli eventi estivi, vulnerabili alle intemperie e con un impatto effimero, concentra i tuoi investimenti nella creazione o ristrutturazione di un unico spazio culturale di alta qualità, permanente o semi-permanente, che possa operare 365 giorni all’anno. Che si tratti di ristrutturare un edificio esistente o di installare una nuova struttura, l’obiettivo è creare un “bene” che generi valore continuo, non un costo che si esaurisce con l’applauso finale.
  2. Lancia una Call for Resilience: identifica uno spazio pubblico sottoutilizzato nel tuo comune – una piazza, un parco, un ex sito industriale. Invece della solita call per proposte di eventi, lancia una call per idee per un’installazione architettonica leggera, innovativa e resiliente, come una cupola geodetica, capace di ospitare un programma polifunzionale (cinema, arte, conferenze) durante tutto l’anno. Considera una Special Public-Private Partnership (PPP) per la sua gestione, coinvolgendo operatori locali. Non limitarti ad acquistare un evento; investi in un “luogo per eventi”.
  3. Crea il tuo “Gigante di Peccioli”: la destagionalizzazione si nutre di ragioni permanenti per visitare un luogo. Commissiona un’opera d’arte pubblica che possa diventare un’icona, un simbolo riconoscibile della tua città. Non deve essere una scultura colossale. Potrebbe essere un’installazione permanente di video mapping sulla facciata del municipio, un percorso sonoro in un parco o un’opera d’arte digitale. L’obiettivo è creare un punto di riferimento contemporaneo, un’attrazione che non dipenda da un calendario ma sia sempre lì, pronta ad accogliere visitatori e a generare foto e passaparola, anche in un martedì piovoso di novembre.

La visione

La storia di Peccioli ci consegna una verità tanto semplice quanto rivoluzionaria: la stagionalità non è un destino ineluttabile scritto nelle stelle o nelle previsioni meteo. È il risultato di una scelta strategica. Puoi subirla passivamente, sperando nel sole estivo, oppure puoi combatterla attivamente investendo in visione, pianificazione a lungo termine e, soprattutto, in infrastrutture culturali permanenti e resilienti.

Oggi, questa scelta non è più solo un’opzione per una crescita turistica più sostenibile. In un’epoca segnata dal cambiamento climatico, dove l’imprevedibilità meteorologica è diventata la nuova, spaventosa normalità, investire in luoghi culturali che operano 365 giorni all’anno non è più solo una strategia di sviluppo. È un atto di responsabilità. È l’unico modo per garantire un futuro economico stabile alle nostre comunità, liberandole dai capricci di una nuvola passeggera.

“Turismo tutto l’anno” non è un’utopia. È un modello di sviluppo concreto basato sulla consapevolezza che la più grande risorsa di un territorio non è il suo clima, ma la sua capacità di generare bellezza, significato ed esperienze memorabili. E, fortunatamente, queste cose non hanno stagione.

Come “the usual neXt”, la nostra missione è fornire agli amministratori coraggiosi gli strumenti tecnologici e strategici per costruire questo futuro. Per creare luoghi dove la meraviglia non dipenda dal tempo.

Perché la vera infrastruttura del futuro non è fatta solo di cemento e asfalto. È fatta di cultura, arte ed esperienze condivise. Un’opera d’arte iconica, un museo innovativo o un centro culturale polifunzionale sono gli unici cantieri che, una volta completati, non smettono mai di lavorare. Anzi: iniziano a generare valore economico e sociale, per sempre. E questa è l’infrastruttura più resiliente che possiamo lasciare in eredità alle generazioni future.

This page is also available in: English

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *