Teatro & live experience
Teatro immersivo
Una produzione teatrale di alto livello diretta dal regista e attore Giuseppe Brancato: attori, proiezioni a 360° e una cupola geodetica da 14 metri trasformati in un unico spazio scenico.
Il progetto
Il progetto ha portato il linguaggio del teatro dentro una grande cupola geodetica, trasformando la proiezione immersiva in parte viva della scena. La direzione del regista teatrale e attore Giuseppe Brancato ha guidato interpreti, ritmo e presenza scenica, mentre immagini a 360 gradi, luci e suono ampliavano lo spazio intorno al pubblico.
La sfida creativa
Non bastava proiettare contenuti su una superficie curva. Ogni elemento doveva avere una funzione drammaturgica: il gesto dell’attore, i tempi delle immagini, la luce, l’audio e la relazione con una platea avvolta dalla cupola. L’obiettivo era costruire uno spettacolo immersivo autentico, non una dimostrazione tecnologica.
Teatro, cinema immersivo e intelligenza artificiale
La drammaturgia originale alternava scene recitate, sequenze di cinema immersivo e momenti musicali. Il rapporto fra esseri umani e un sistema intelligente fuori controllo diventava un racconto contemporaneo su fragilità, libertà e connessione, capace di passare dall’ironia alla tensione senza interrompere il dialogo con la platea.
Un’esperienza senza cornice
Nella cupola non esiste il limite rettangolare di uno schermo tradizionale. Paesaggi, architetture e figure attraversano la scena e cambiano scala sopra gli spettatori. Il pubblico non guarda semplicemente lo spettacolo: condivide lo stesso ambiente visivo degli attori.
Regia, scena e tecnologia
Una produzione teatrale completa
Il lavoro ha unito direzione artistica, prove attoriali, adattamento dei visual fulldome, regia tecnica e gestione dello spettacolo dal vivo. Ogni passaggio è stato verificato nello spazio reale, perché in una proiezione a tutta cupola prospettiva, intensità luminosa e movimenti scenici cambiano rispetto a un palcoscenico tradizionale.
La struttura dello spettacolo intrecciava atti dal vivo e segmenti audiovisivi. Questa alternanza permetteva alle immagini di portare il racconto altrove e agli attori di riportarlo subito nel presente, fino a coinvolgere direttamente gli spettatori nel finale.
- Regia teatrale: costruzione del ritmo, lavoro con gli interpreti e relazione tra azione dal vivo e ambiente proiettato.
- Proiezioni a 360°: visual adattati alla geometria della cupola e coordinati con luci, suono e tempi di scena.
- Regia tecnica: proiettori, cablaggi, postazioni di controllo e prove contenuto gestiti come un unico sistema.
- Produzione sul campo: montaggio della cupola, posa del telo e del pavimento, allestimento degli accessi e preparazione della platea.
Una cupola geodetica da 14 metri
La struttura è stata montata e preparata sul posto anche in condizioni meteorologiche difficili. Dopo l’involucro esterno, la squadra ha installato lo schermo interno, il pavimento, gli impianti di proiezione e le postazioni di regia. Il risultato è stato uno spazio teatrale temporaneo ma completo, capace di accogliere pubblico, performer e tecnologia nello stesso ambiente.
Pubblico e impatto
Il pubblico dentro lo spettacolo
La partecipazione del pubblico ha mostrato la forza del formato: attenzione rivolta in ogni direzione, reazioni condivise e una vicinanza insolita tra platea e interpreti. La proiezione immersiva non sostituiva il teatro; ne estendeva lo spazio emotivo e visivo, fino a trasformare gli spettatori da osservatori a parte attiva dell’esperienza.
La meraviglia vista dal pubblico nasce da un lavoro molto concreto: montaggio, prove, cablaggi, regia e cura quotidiana della troupe.
Un progetto raccontato anche dal TG Abruzzo
La produzione ha ricevuto una significativa copertura giornalistica del TG Abruzzo, che ha documentato lo spettacolo, le immagini immersive e le voci del progetto. Il servizio completo è incluso nella galleria insieme alle prove, al backstage e ai momenti vissuti dal pubblico.
Un format per cultura, territori ed eventi
Il progetto dimostra come una cupola immersiva possa diventare un vero spazio di produzione per festival, rassegne teatrali, enti culturali, destinazioni ed eventi speciali. Il modello integra struttura, allestimento, contenuti, regia e gestione live, e può essere sviluppato intorno a una nuova drammaturgia o a un programma culturale esistente.
Cosa ha reso possibile il risultato
- Una direzione artistica capace di mettere la tecnologia al servizio della scena.
- Un coordinamento stretto tra attori, tecnici, visual e produzione.
- Una squadra presente in ogni fase, dal montaggio sotto la pioggia all’apertura delle porte.
Galleria
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